L'unico e la sua proprietà
Editore Adelphi, 1999
Editore Adelphi, 1999
La censura prussiana giudicò questo libro «troppo assurdo per
essere pericoloso». Marx e Engels, invece, lo considerarono sufficientemente
pericoloso per dedicargli più di trecento pagine persecutorie della Ideologia
tedesca. Nietzsche non lo nominò mai, ma confessò a un’amica di
temere che un giorno lo avrebbero accusato di aver plagiato Stirner. Da più di
un secolo le storie della filosofia lo definiscono «famigerato». In breve: L’unico è l’opera più scandalosa e
inaccettabile della filosofia moderna. Provocatore e vagabondo della
metafisica, Stirner osò vedere il mondo della secolarizzazione trionfante, che
è anche il nostro, come un mondo profondamente bigotto. La Società, l’Uomo,
l’Umanità giustificano ora ogni tortura sul singolo che non si adegui al
modello ‘giusto’. Che la sua critica sfoci poi in un nominalismo assoluto, e
manifestamente insostenibile, non sembra preoccupare Stirner. In certo modo è
ciò che voleva: tutto l’Unico è un solo, immane paradosso su cui il pensiero
continua a inciampare.
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